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da "il sole 24ore" del 10.01.09
"Nel settore finanziario italiano ci sono intrecci personali e azionari fra concorrenti senza paragoni in Europa. Lo rileva l'Antitrust, che ha chiuso l'indagine conoscitiva su banche, assicurazioni e società di gestione del risparmio, rilevando che l'80% dei gruppi esaminati ha nei propri organismi soggetti con incarichi in concorrenti. Secondo l'Autorità è necessaria un'attenzione più elevata sulla corporate governance, che va rivista per aumentare la trasparenza e recuperare la fiducia necessaria per superarare la crisi. «Un azionariato - rileva l'Autorità garante per la Concorrenza - spesso concentrato in capo a pochi soggetti e legato da patti, nonchè una gestione caratterizzata da incarichi personali doppi o addirittura multipli in società concorrenti e da intrecci del tutto peculiari rispetto al resto d'Europa». L'indagine, durata un anno di lavoro, ricostruisce il quadro aggiornato degli assetti di governo di società quotate e non quotate, in Italia, evidenziando i punti di forza e i punti di debolezza del settore e suggerendo, anche alla luce dell'attuale crisi, i necessari interventi.

I risultati emersi impongono, secondo l'Antitrust, l'esigenza di un nuovo processo - di regolazione, autoregolazione e di modifiche statutarie - che innovi sotto il profilo della trasparenza nei processi decisionali, della chiarezza nella attribuzione delle funzioni e delle responsabilità dei vari organi, nella eliminazione dei cumuli di ruoli e incarichi tra concorrenti, nonchè nella definizione più puntuale dei requisiti per figure come gli amministratori indipendenti. Inoltre si rende necessaria, puntualizza l'Antitrust, una «completa informazione sull'assetto dell'azionariato», soprattutto quando è caratterizzato da partecipazioni tra concorrenti. Per aumentare il livello di trasparenza, continua l'Autorithy, occorre «maggiore chiarezza nella modalità di azione delle società nei processi di nomina, stesura dei bilanci, scelte di investimento da parte di azionisti essenziali quali le fondazioni». È necessario infine, conclude, l'Autorità per la Concorrenza, «individuare i necessari incentivi allo sviluppo di investitori istituzionali veri come i fondi comuni, e introdurre le più volte ventilate modifiche normative per la figura giuridica delle popolari, soprattutto le quotate, con riferimento ai diritti di voto, ai limiti alle partecipazioni, alle clausole di gradimento»."

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Risposte a questa discussione

auto commento.. "ma va!!!???"

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già.......certo che l'Antitrust ha scoperto "l'acqua calda".....!!!

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