
Venerdì 19 Settembre lo accoglieremo per il suo ritorno a Brescia, chiaramente in sella alle nostre biciclette: siete tutti invitati. E' Francesco Gusmeri e questa è la storia del suo viaggio raccontata da Gabriella G. Hubbard, giornalista de "Il Globo", quotidiano di Melbourne.
Buona lettura.
In sella per 476 giorni e per 29.440 chilometri da un capo all’altro del mondo
Dall’Italia all’Australia in bicicletta
Francesco Gusmeri conclude a Melbourne la sua straordinaria e memorabile avventura
Finalmente dopo 29 mila e 440 chilometri fatti in bicicletta, Francesco Gusmeri,
originario di Brescia, ha raggiunto lo scorso 22 agosto, la meta che si era prefissa: Melbourne.
Partito da Brescia, Italia, il 5 maggio 2007, il 37enne Francesco ha attraversato l’Italia, i
Balcani, il Sud‐Est Europa, l’Iran, la Cina, l’Asia, la Malesia, l’Indonesia e l’Australia.
476 giorni di viaggio in cui non sono mancate avventure, sorprese, incontri e difficolta’: dai
visti necessari per proseguire per l’Asia, alle condizioni climatiche (vento, pioggia e neve), dalle malattie (ha avuto il tifo e attacchi di dissenteria) alle condizioni delle strade e del traffico delle grandi città. Francesco ha con coraggio e determinazione superato la fatica, i problemi di lingua, l’invadente curiosità di alcuni, la solitudine e lo scoraggiamento vissuto nell’attraversare I deserti (in Cina e in Australia), pedalando lungo strade piene di buche e piste ciclabili, attraverso pianure e valli, montagne altissime (come quelle del Pamir) e fitte giungle, villaggi sperduti e grandi popolose citta’.
Un viaggio che e’ una miriade di immagini e storie che Francesco ha catturato in ben 15 mila
fotografie e in pagine e pagine di diario.
“Sono stanco, ma soddisfatto; la carica di energia che mi ha portato fino a Melbourne si è
esaurita, ma ne è valsa la pena! C’è anche un po’ di malinconia in quanto sta finendo un
progetto che fra preparativi e realizzazione è durato cinque anni”, afferma l’avventuroso ciclista incontrato in redazione alcuni giorni dopo il suo arrivo a Melbourne. Un momento questo di pausa per Francesco che non può farea meno di pensare al futuro che lo attende in Italia: “I viaggi ci cambiano, non è facile riprendere il lavoro e le abitudini di prima; siamo diversi e spesso incapaci di ritornare nella nostra nicchia”.
Per Francesco viaggiare è sentirsi liberi e viaggiare in bicicletta è il modo migliore per conoscere il mondo, un mezzo che rappresenta un compromesso fra l’andare a piedi, troppo lento, e l’andare in automobile, troppo veloce: “La bicicletta ti permette di osservare ciò che ti circonda, di venire a contatto con la gente e di coprire in una giornata considerevoli distanze, oltre che essere un mezzo non inquinante ad emissioni 0!”
Fra I Paesi che più hanno colpito e affascinato Francesco: la Cina, l’Indonesia, la Tailandia, mentre non è così entusiasta dell’Australia, ma forse ciò è dovuto al fatto che ha pedalato lungo la Stuart Highway attraversando una parte desertica dell’Australia e poi è stato accolto da pioggia e vento dato che siamo verso la fine dell’inverno!
Per fortuna però che la sua bicicletta australiana, la Cangura, lo ha portato sano e salvo a Melbourne dove Francesco in questi giorni attende che la bicicletta italiana, la Matarozza, rubatagli ad Alice Springs (servizio ne Il Globo, 14 luglio) e poi ritrovata dalla polizia, gli venga spedita a Melbourne. “Voglio riportare in Italia la mia Matarozza con cui ho attraversato mezzo mondo, non posso abbandonarla qui!” afferma con convinzione.
Francesco porterà in Italia anche la Cangura, la bici con cui ha fatto i 2300 chilometri da Alice Springs a Melbourne, anche perché ha in programma di concludere la sua straordinaria avventura pedalando da Roma a Brescia, la sua città, dove lo attendono per il 19 settembre, per riabbracciarlo e fargli festa, famigliari ed amici, e chissà… nuove avventure!
N.B.: Cliccando
qui potete ascoltare l'intervista di Radio SBS (radio australiana) a Francesco.
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