dalla redazione di altraBrescia

Il Giornale di Brescia di oggi porta finalmente l'attenzione sul
problema delle emissioni di diossina dell'Alfa Acciai, problema che da oltre un anno ci preoccupa. Risalgono infatti al luglio 2008 le rilevazioni fuori norma effettuate dall'Arpa e smentite invece dalla ditta stessa che per legge deve monitorare periodicamente le proprie emissioni.
Il giornale titola :"guerra di dati" ma come possiamo affidarci e fidarci delle rilevazioni dell'azienda che in caso di superamento dei limiti la vedrebbero colpevole di un pericolosissimo inquinamento da diossina?
Non vogliamo certo dire che i dati forniti dall'azienda non siano attendibili ma sicuramente lo sono altrettanto quelli forniti dall'Arpa che quindi ha il dovere di intervenire e di farlo tempestevamente.
Ricondurre questa differenza fra le rilevazioni a "situazioni particolari" di campionamento e a "sviluppi produttivi " che andranno verificati ci pare molto rischioso visto che
a respirare questa diossina c'è un'intera città. Forse ci si dimentica quanto sia tossica questa sostanza.
E' alquanto inquietante leggere le rassicurazioni del direttore Arpa che risponde alla domanda sulla sicurezza dei bresciani dicendo che: la diossina non è un "tossico acuto" come il cianuro che provoca morte immediata ma è un "tossico cronico" che può quindi provocare il cancro!!
A beh ... siamo tutti più tranquilli: forse
i morti di domani non ci fanno paura? sarà forse perchè difficilmente saranno riconducibili ad un ambiente compromesso e inquinato ma si darà come sempre la colpa al caso, alla sfortuna, ad uno stile di vita sbagliato come ama sempre fare il
buon Veronesi quando ci dice che fra pochi anni
una persona su tre avrà un tumore.
Insomma Brescia ancora una volta ha problemi di diossina, problemi che l'Amministrazione Comunale, l'Arpa, l'Asl conoscono benissimo. Devono decidersi ad affrontarli. Lo faranno il mese prossimo con un tavolo tecnico che inizierà dei lavori di approfondimento e nuove rilevazioni, speriamo facciano chiarezza e soprattutto speriamo che servano per obbligare l'Alfa Acciai a rispettare il territorio che l'accoglie.
Purtroppo in casi come questi si tende sempre ad assolvere il colpevole con la scusa che
"da posti di lavoro". Posti che ovviamete anche per noi sono un bene da tutelare e conservare soprattutto in momenti di crisi come questo, ma non devono essere tutelati ad ogni costo perchè i lavoratori dell'Alfa Acciai hanno diritto prima di tutto alla salute, proprio come gli abitati di S.Polo e tutti i bresciani.
Non creare allarmismi è d'obbligo,
minimizzare il problema diossina nella nostra città è criminale.
Di seguito l'articolo del Giornale di Brescia
Alfa%20diossina%2024%20Giugno%202009.pdf
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