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dalla redazione di altraBrescia

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L’11 febbraio 1994 viene proclamato lo stato di emergenza per il problema rifiuti in Campania: oggi non è ancora stato risolto.
Le fasi salienti di questo assurdo percorso, tutto “Italiano”, le ha riassunte Paolo Rabitti durante il convegno di Medicina Democratica che si è tenuto a Milano lo scorso 18 aprile e sotto potete trovare le sue slides.

Paolo Rabitti ha scritto il libro Ecoballe, ed è perito della Procura di Napoli nei procedimenti giudiziari sui rifiuti campani, chi meglio di lui quindi poteva darci una fotografia dei fatti e delle responsabilità fin qui accertate e ormai chiare.

E’ incredibile pensare che già nel1998 l’allora Ministro dell’Interno Giorgio Napolitano aveva iniziato un progetto per la realizzazione di una moderna filiera dei rifiuti in Campania con l’obiettivo di arrivare ad una raccolta differenziata del 35% entro 2 anni.
Purtroppo però il progetto di Napolitano è stato completamente stravolto in corso d’opera grazie alla corruzione diffusa, alle infiltrazioni mafiose, agli appalti truccati, alla “lunga mano” delle banche che si permettono di inviare lettere nelle quali chiedono la modifica del capitolato (slide n.8/9) , ad impianti che vengono costruiti in modo completamente diverso dal progetto iniziale (slide n.22/23), a funzionari dello stato come Bassolino che firmano contratti milionari che sono chiaramente truffaldini e non rispettano i termini stabiliti dai bandi di gara dichiarando poi di averli si firmati ma di “non averli letti” (slide n.24) .
Insomma non ci stupiscono questi 15 anni di emergenza gonfiata in modo impeccabile da chi ha voluto arricchirsi ed incassare il più possibile fino ad arrivare alla costruzione dell’inceneritore di Acerra e al progetto di altri inceneritori per la Campania. Una regione devastata, dove le discariche mal costruite e ancor peggio gestite presentano laghi di percolato (slide n.28) , dove per cercare di limitare la puzza che ne deriva si arriva a spruzzare del profumo (slide n.32) tutto intorno.

Si spruzza profumo non pensando a quel che accade nel sottosuolo, non valutando gli enormi danni che il percolato sta provocando, non considerando la devastazione che questo territorio ha subito e continua a subire oggi anche grazie all’inceneritore di Acerra che brucia “ecoballe” che contengono qualsiasi cosa.

Rabitti è riuscito a farci venire la pelle d’oca raccontandoci dettagliatamente la distruzione di una regione, pianificata e concretizzata per il mero tornaconto economico di qualcuno.
I processi sono in corso, speriamo vivamente che permettano di identificare qualche colpevole e per una volta di fargli pagare il conto…conto che ad oggi pagano solo le popolazioni Campane.


* Immagine della copertina del libro di Paolo Rabitti "Eco Balle" edito da Alberti Editore

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