di Giulia Loglio dalla reazione di altraBrescia

L'8 novembre ANSA salute parla di tumori e
pubblica l'ennesima dichiarazione dell'oncologo Umberto Veronesi:
la diagnosi precoce ne guarirà il 70% !
Durante una conferenza organizzata a Roma all'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, Veronesi ricorda che
''Se un secolo fa i tumori colpivano una persona su 30, oggi una persona su tre viene colpita dal tumore nel corso della sua vita e le proiezioni dicono che in un futuro non lontano una persona su due potra' incontrare la malattia. Ma per fortuna - continua Veronesi -
grazie alle cure migliori oggi si muore di meno e il futuro si presenta molto favorevole''. Genetica e biologia molecolare ''stanno facendo passi in avanti straordinari''.
Sentire oncologi di fama dare una notizia del genere, personalmente, mi terrorizza e mi fa arrabbiare moltissimo.
Pensare che in un prossimo futuro una persona su due potrà incontrare il cancro significa pensare che la metà delle persone che conosco (io compresa) potrebbero ammalarsi. Pensare che poi grazie ad una diagnosi precoce e a cure invasive queste persone potrebbero forse rientrare nel 70% dei fortunati che sopravvivono al cancro non mi tranquillizza per nulla.
Ho l'impressione che si tenti di minimizzare una gravissima situazione sanitaria fornendo false speranze di aspettativa di vita, tralasciando inoltre di citare la qualità della vita che una persona guarita dal cancro può sperare di avere. Ho amici che hanno avuto il cancro e sono guariti ma la loro vita non è più stata la stessa, convivono con la paura che il male torni, con i periodici controlli, con l'incubo di dover rivivere le stesse sofferenze.
Se poi si leggono i dati dei tumori degli ultimi anni si scopre che sono in
vertiginosa ascesa in età infantile, possiamo veramente pensare di sottoporre a screening periodici per la diagnosi precoce anche i bambini?!
Leggendo le dichiarazioni degli
adetti ai lavori si scopre poi che cure sempre più mirate e farmaci per chemioterapia più leggeri e meglio dosati permettono addirittura di sperare di "cronicizzare" il cancro, cioè di renderlo una malattia con cui vivere a lungo.
Per evitare fraintendimenti vorrei precisare che sono molto contenta che tanta gente possa oggi essere operata e guarire dal cancro, sono altrettanto contenta che cure mirate riescano a prolungare la sopravvivenza con questo tipo di malattia ma prevenire il cancro e permettere di vivere sani è e deve rimanere l'obiettivo del medico e del ricercatore!
Lorenzo Tomatis nel 2005 dichiarava:
Quando si parla di prevenzione del cancro, tutti pensano alla cosiddetta diagnosi precoce, ma c'è una prevenzione che si può fare a monte, cercando non di limitare i danni della malattia diagnosticandola al più presto, quanto piuttosto di evitare l'insorgere del cancro, impedendo l'esposizione alle sostanze che lo provocano. La prevenzione primaria si occupa proprio di questo: fare ricerca sulle sostanze naturali o sintetiche per capire quali sono cancerogene e, una volta individuate, suggerire alle autorità sanitarie delle misure di salute pubblica per toglierle dalla circolazione. Si tratta di una strategia che protegge tutti - il ricco come il povero - ma purtroppo è bistrattata da scienziati, politici e autorità sanitarie
Purtroppo non sento mai nessuno parlare di questo tipo di prevenzione, è come se ci fosse una sorta di autodistruttiva rassegnazione che ci porta a vivere in un mondo sempre più inquinato dove perfino i medici arrivano a minimizzare l'impatto delle sostanze cancerogene cercano si convincerci che non dobbiamo avere paura, dopotutto la medicina "forse" ci salverà.
Inoltre se leggiamo il codice deontologico del medico all'art. 5 recita: " ... Il Medico è tenuto a considerare l’
ambiente nel quale l’ uomo vive e lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini… …Il Medico è tenuto a promuovere una cultura civile tesa all’ utilizzo appropriato delle risorse naturali, anche allo scopo di garantire alle future generazioni la fruizione di un ambiente vivibile... "
Ho la sensazione che ormai la salute della gente sia un fattore di secondaria importanza anche perchè un malato, o meglio ancora, una persona che ha paura di ammalarsi può essere un'ottima fonte di reddito per le industrie farmaceutiche e per chi lavora nella sanità:
siamo clienti e non più malati da curare.
Devi essere membro di altraBrescia per aggiungere commenti!
Partecipa a questo social network