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di Giulia Loglio

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Come molti di voi ho in ufficio un'utilissima macchina per il caffè espresso e le bevande calde. Caffè, cappuccino, cioccolata etc etc...sono la pausa indispensabile, quasi un'isola di pace nel mare di carte che ci circonda ogni giorno. Di macchine per il caffè ce ne vengono offerte ogni giorno dalle gentilissime ragazze dei call-center che tentano di convincerci a provare/cambiare/assaggiare nuovi prodotti e macchine sempre più automatizzate, veloci, pratiche e pulite.

La cosa che ci viene sempre taciuta è la quantità di scarto che ogni nostro caffè o bibita calda produce, ci viente taciuta probabilmente perchè pensano che la nostra anestetizzata coscienza non valuti minimamente questo aspetto della meritata pausa. Personalmente invece sono molto attenta a questo particolare e da tempo ho abbandonato i bicchierini di carta per utilizzare, ogni volta che mi va, la mia bella e rilassante tazzona di ceramica. Quando mi viene proposta una nuova macchina dico no alla prova, e no anche alla "invitantissima" prova gratuita perchè sono ecologicamente affezionata alla mia macchina con cialde in carta che mi permette di compostare ogni residuo. Purtroppo però pochi giorni fa, complice la mia assenza e un collega molto meno "verde" di me, il mio fornitore di caffè mi fa sapere che la macchina come la mia non sarà più disponibile e quindi per poter continuare la fornitura dovrà "tassativamente" portarmi una nuova macchina con cialde in plastica!!!

Ovviamente ne scaturisce una discussione con i colleghi e con il fornitore che rassicura tutti sulla "biodegradabilità" delle capsule in plastica. Rassicura tutti tranne me che scrivo alla famosa azienda produttrice chiedendo informazioni e dal gentilissimo Customer Service mi viene risposto che:

Gentile Signora Loglio,
La ringraziamo innanzitutto per la preferenza accordata alla nostra azienda e ai nostri prodotti.
In relazione alla Sua richiesta, La informiamo che con la Sua collaborazione, le capsule sono riciclabili, separando l’umido dalla plastica.
Altrimenti, le capsule in plastica possono essere smaltite nel termovalorizzatore: essendo la plastica un combustibile, aiuta ad aumentare la temperatura durante la combustione dei rifiuti.
Nel restare a Sua disposizione per eventuali chiarimento, cogliamo l’occasione per porgerLe
Cordiali Saluti
Illycaffè S.p.A.
Customer Care


Che gentili, mi rispondono che posso togliere da ogni capsula la parte di caffè da compostare ma poi l'unica soluzione per la capsula restante è bruciarla nel "termovalorizzatore" che però non esiste e si chiama in realtà inceneritore!

Secondo loro questo è riciclo? riuso? ottimizzazione delle risorse? Io lo chiamo spreco e inquinamento inutile visto che prima avevo delle cialde in carta biodegradabili al 100%!

Logicamente ho risposto alla gentile signorina del customer service che sicuramente, e non per colpa sua, non sa molto bene cosa sia in realtà un termovalorizzatore né cosa emetta né quanto ci costi in termini si salute, e risorse questo scempio.

La Illy ha perso un cliente, così come la Lavazza, la Nespresso o qualsiasi altro produttore di macchine per caffè e bevande che utilizzi questo "innovativo" e altamente inquinante sistema di somministrazione di un prodotto che potrebbe invece essere a rifiuti zero!

Impariamo tutti a dire no alle scelte di marketing che riteniamo sbagliate, non è impossibile ed è l'unica carta che noi consumatori possiamo giocare...e sinceramente se la giocassimo in tanti sarebbe un asso!!

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Tag: caffè, cialde, illy, lavazza, nespresso, packaging, riciclo, rifiuti

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2 Commenti

Giulia Commento da Giulia su 10 Giugno 2009 a 19:33
Esatto Piera il punto è proprio questo, il produttore vuole il massimo profitto e se tutti avessimo il coraggio di dire "no" a prodotti troppo imballati, a prodotti che potrebbero essere a rifiuti zero invece ci lasciano della plastica da smaltire..beh...magari le cose inizierebbero a cambiare.
piera Commento da piera su 10 Giugno 2009 a 11:56
Cara Giulia, dal tuo racconto emerge ancora una volta inconfutabilmente quanto lavoro ci sia da fare a livello di informazione e sensibilizzazione sul problema dei rifiuti. Gravissima l'ignoranza da parte dei produttori di merci ma si sà, loro sanno sicuramente tutto su come ottenere il massimo profitto!

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